Buona Pasqua. Dal Preside.

AA 2020 2021

Buona Pasqua. Dal Preside.

Buongiorno a tutti. 

Colgo l’occasione per fare a tutti voi e a tutte le vostre famiglie i migliori auguri di Pasqua possibili in questo frangente.

Colgo anche l’occasione per dire una cosa al di là di tutte le possibili polemiche relative alla pandemia.

Non ci sono ricette semplici per uscire da una crisi come questa. Ci sono molte variabili in gioco, molti interessi di cui tenere conto.

Al di là di ogni possibile problema e di ogni possibile soluzione, al di là di ogni possibile recriminazione o rimpianto abbiamo, dal mio punto di vista,  due piccole ancore di salvezza a nostra disposizione.

La prima ancora di salvezza è l’ascolto reciproco.

Prendiamoci tutti quanti il tempo di ascoltare gli altri.

Ascoltare l’altro in una dimensione di apertura e di benevolenza, senza pensare a tutti i costi ai nostri interessi immediati (“qual è il vantaggio per me in questa situazione?”) e nemmeno agli interessi immediati degli altri (“qual è il vantaggio per l’altro in questo momento?)

Prendiamoci tutti quanti il tempo di ascoltare noi stessi.

Tutto quello che sta succedendo come risuona in noi? Possiamo trovare un punto di equilibrio tra tutte le forze contrapposte che ci vogliono sempre ed in ogni caso attivi, performanti, pronti alla battaglia e al successo personale? O al contrario: abbiamo la forza interiore di resistere alle forze che ci vogliono naturalmente già sconfitti, vessati, oppressi da un destino immodificabile.

La mia è solo una banalissima e personalissima proposta di riflessione.

L’ascolto è uno di quegli elementi della relazione con gli altri su cui devo lavorare tantissimo, essendo io un non ascoltatore di natura.

La seconda ancora di salvezza è la consapevolezza che da soli possiamo fare davvero poco.

Uscire da un’ottica individualistica e aprirsi ad un’ottica di comunità.

Lasciare per un momento da parte l’Io e provare a ragionare a partire dal Noi.

Partire dal Noi non implica chiudere gli occhi di fronte alle difficoltà e alla frustrazione di non avere una soluzione immediata ai nostri problemi individuali.

Significa, secondo me, essere consapevoli di far parte di una rete di relazioni e di interdipendenze da cui non possiamo prescindere per trovare una soluzione anche al nostro problema personale. Proprio perché quello che Io come singolo ritengo un Mio problema probabilmente all’interno della rete di relazioni in cui siamo immersi è un Nostro problema che ha una soluzione all’interno della Nostra comunità.

Passare dall’Io al Noi, al pari dell’ascolto, implica uno sforzo enorme in termini di mentalità e di piccoli gesti quotidiani.

Come Dirigenti Scolastici di Settimo, insieme all’Amministrazione, stiamo seguendo questa strada, per quanto tortuosa e difficile.

admin

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